Da subito mi accorgo che guidare in Albania non è facile, a
causa del pessimo stato delle strade: ci sono un sacco di insidie
non segnalate, quali avvallamenti, buche, tombini senza il
coperchio, ponti senza i giunti e cantieri improvvisati. Inoltre,
poco dopo Lezhe, la strada diventa magicamente autostrada, con
tanto di cartello di divieto per le moto inferiori a 150 CC, e
quindi anche per la mia Vespa 125. Non essendoci un casello, faccio
inversione e mi dirigo verso una pattuglia della polizia che stava
controllando un tir poco dietro: mi avvicino e chiedo una via
alternativa per Durazzo. Uno dei due agenti mi indica subito
l’autostrada. Faccio presente che la mia vespa non ha la cilindrata
adeguata, ma lui dice che non importa e che se voglio posso andarci
lo stesso.
Ok allora, imbocco a bomba l’autostrada, che chiamarla così è
tanto: dopo pochi chilometri noto trattori, motorini e carretti
trainati da asini transitare tranquillamente contromano nella
corsia di emergenza; accessi carrai di case, fermate di “autobus
privati”, rotonde, buche più grandi delle ruote della vespa e, nei
tratti privi del guardrail centrale, tante auto e camion fare
inversione. Devo ammettere, però, che seppur le strade albanesi
siano “pericolose”, mi sono piaciute moltissimo, soprattutto la SH8
nel tratto da Fier a Sarande, una strada stupenda che consiglio a
tutti i vespisti/motociclisti. E proprio la sera del 3 giugno mi
fermo nel primo albergo a Sarande, dove con 20 € prendo una stanza
con tutti i confort e cena compresa.
Il giorno seguente entro in Grecia dal confine di Kakavia, dove
un’incomprensione con un agente della dogana Greca in borghese mi è
costata un’ora di attesa e una ispezione alla Vespa e a tutti
bagagli. Mi è anche caduto il casco e le prese d’aria anteriori si
sono rotte e cerco di rimediare con del nastro adesivo per
riprendere subito il viaggio in direzione delle Meteore, imboccando
la strada N°6 poco prima di Ioannina, che si inerpica su per una
montagna fino a 1.700 metri. Questa strada è pochissimo trafficata
per via della vicina autostrada più ampia e più scorrevole.
Per la sera mi fermo all’albergo Elena di Lamia, in via
Thermopilon, dove mi viene data una super stanza con un terrazzo
enorme e festeggio i chilometri percorsi in un chiosco li vicino
con degli spiedini di pecora ed un giros, accompagnando il tutto un
paio di birre greche, la Alpha e la Fix. Al mattino, caricata la
vespa, prendo la strada N°27, passando per Amfissa e giù fino ad
Itea, percorro poi la strada per Desfina, di cui il primo pezzo che
si arrampica sulla montagna regalando un paesaggio stupendo.
Passo poi per Elefsina e seguo la costa. La strada è stupenda
fino a Korinthos, dove mi fermo in un negozio di souvenirs a
sorseggiare una CocaCola ghiacciata e dove incontro un motociclista
Israeliano che, con la sua compagna, sta facendo un giro della
Grecia su una BMW 1200 GS a noleggio: scambiamo alcune parole sulle
nostre rispettive mete ed esperienze snocciolando dei pistacchi che
gentilmente vogliono condividere.